una prima considerazione ed è legata a cosa sta succedendo. Cosa sta succedendo nel mercato del lavoro? Innanzitutto, abbiamo visto sicuramente un po’ tutti i vari articoli. Quelli che vedete qui rappresentati sono articoli che vedono proprio in qualche modo, autore o persone, intervistate il professor Alessandro Minello e sono titoli. Nell’altro articolo, vedete il posto fisso interessa poco i ragazzi che vogliono realizzarsi, al di là, ovviamente, dei titoli che devono avere anche una presa no? Sul pubblico portano dei temi assolutamente centrali. E cioè quali? Be, abbiamo avuto 42000 dimissioni nell’anno 2022 nella sola provincia di Treviso. E questo è un dato piuttosto insomma interessante, perché nel periodo preco vid ne avevamo 19000 di dimissioni. Abbiamo poi, come vedete nel nell’articolo qui di fronte, il professor Minello, che ci dice in base anche ai suoi studi e ovviamente ai dati lui da studioso, ovviamente porta i temi sulla base di dati raccolti, analitici e studiati ci dice sono a rischio 40000 posti di lavoro nella provincia di Treviso nei prossimi 5 anni. A destra vedete un articolo uscito proprio oggi su La Tribuna di Treviso perdiamo un capitale umano e qui credo Italia e Vano Al’estero. Ovviamente, non solo questo tema, ci sono anche altri tempi bene, è un tema che riguarda La provincia di Treviso assolutamente no. Vedete un titolo del sole 24 ore a sinistra la grande fuga 1 virgola milioni di dimissioni 9 mesi questo è un dato relativo al 2002, un altro articolo significativo della repubblica le grandi dimissioni perché anche i giovani lasciano il posto Fisso ma potremmo proseguire rendere ancora più complesso il contesto. Abbiamo quello che sta succedendo nel settore pubblico. Vedete l’articolo a sinistra con corsi pubblici? La fuga, i vincitori rinunciano il record e il record è a nord. No, abbiamo un altro titolo fuga dai concorsi pubblici il posto fisso non è più un sognio per gli italiani restando nella nostra provincia di Treviso. La vita del popolo fugga dei dipendenti dai municipi insomma, al di là dei titoli linfatici che ovviamente devono catturare l’attenzione è evidente che siamo, come dire stiamo vivendo delle dinamiche complesse. Complesse ma allora, senza pretese di analisi socio economiche o socio demografica che lascio al professor Minello credo per affrontare un po il tema della leadership e della sostenibilità. È una panoramica semplificata fatta volutamente per sintetizzare una serie di accadimenti in essere proviamo a ragionare su questi accadimenti ripeto senza pretese di analisi approfondite ma confini di synthes e come dire di confronto. Allora il pil mondiale di nazioni come Cina e India è in aumento a discapito di quello di Stati Uniti, Europa e Russia abbiamo una forte crescita del numero di abitanti nei paesi emergenti. Quindi Cina, India a discapito dei paesi occidentali abbiamo una grossa competizione fra giganti economici lo vediamo Stati Uniti e Cina. I primis con equilibri che sono in riassetto e tensioni conseguenti assistiamo a fenomeni di innovazione tecnologica quindi robotizzazione industria 4 zero che ovviamente hanno un forte impatto sul lavoro delle persone. Nel contempo nel contempo avanza l’innovazione digitale la commissione al Web Home Working ma anche altri altri fenomeni con cambiamenti che sono in corso e indivenire assistiamo alla crisi ambientale ed energetica. E questa crea grandi squilibri e ulteriori tensioni. Abbiamo l’aumento di migrazioni fra territori e fra nazioni. Quindi con inevitabili conseguenze aumentano le diseguaglianze nel mondo con aumento di tensioni sociali e di conflitt insomma. Abbiamo una situazione in divenire non semplice. E in Italia, anche qui consentitemi sempre una forte semplificazione. Ma le imprese italiane sono troppo piccole per reggere i mercati mondiali. Moltissime delle nostre imprese sono sotto i 10 dipendenti le Filiere produttive nel mondo e il potere decisionale si spostano sempre più fuori dall’italia. Quindi le nostre imprese manifatturiere stanno perdendo posizioni e competitività o vengono acquistate. Gli imprenditori nostri sono sempre più anziani e vi sono sempre meno giovani disposti a fare impresa i giovani che non riescono a rendersi autonomi. Quindi avere un’abitazione propria, fare famiglia, fare figli, insomma a dare vita a ciò che costituisce la costituisce il fondamento della nostra società. Le fondamenta della società abbiamo un carlo demografico ed un paese che sta diventando sempre più vecchio, con più anziani da accudire e più tempo tolto al lavoro e alla vita. Abbiamo carenza di mano, d’opera ed i lavoratori qualificati in molti settori edile ora stato lento, burocratizzato, mi sentirei di dire che soprattutto non pianifica e programma il futuro. Non pianifica programma futuro o non lo fa a sufficienza. E la pandemia cito questa porto questa si e volutamente perché in un post che ho inserito su Linkedin per presentare in qualche modo il seminario di questa sera in una visione un po’ diversa, il l covip non è la causa covip ha accelerato il tutto. E oggi si parla in realtà di transizione più che in che se istorie, perché in e con i quali diventano sempre più rapidi e impattanti e hanno luogo. Questo è un problema contemporaneamente, non 1. La volta aumentano le contraddizioni e i paradossi, per esempio, aumenta la possibilità di scambiare prodotti e servizi, ma aumenta anche il protezionemeccanicè disoccupazione in alcune d’italia, ma non si trovano lavoratori, quindi aumentano le variabili da analizzare contemporaneamente. Ed è sempre difficile fare previsioni. Nella mia esperienza lavorativa negli ultimi 2 3 anni, mi sento dire sempre più frequentemente. Non riusciamo nelle aziende, non riusciamo a pianificare, non riusciamo a programmare, non riusciamo più ad avere quella stabilità e quella continuità che avevamo prima. È difficile fare previsioni e parlando con i colleghi. Questa mi pare una costante. Mi sento dire le stesse cose. Quindi questa transizione quindi genera un mondo che qualche studioso qualche anno fa definito con l’acronimo vuca volatile incerto complesso e ambiguo. Probabilmente dovremmo imparare a vivere in questo mondo. Ma allora che cosa sta accadendo qui? Porto delle riflessioni, ovviamente sono il mio pensiero senza pretesa di scientificità, anche se, come dire, sono confortato dalle analisi di diversi studiosi che seguo attraverso letture approfondimenti. Sta accadendo che viviamo in un’epoca di complessità, quindi non possiamo dare risposte semplici a problemi con Polato. Probabilmente oggi non portano soluzioni efficaci e credo lo vediamo quotidianamente. Quindi dobbiamo probabilmente a tutti i livelli a prendere un nuovo mindset. Ciò un nuovo approccio, un nuovo modo di vedere, ad approcciare i problemi. Perché? Perché il modo vecchio non ci porta verso la soluzione o ci porta verso la soluzione con costi molto elevati. Costieratranaturalmente quindi viviamo dentro sistemi complessi. Nei sistemi complessi, le azioni e gli eventi sono connessi ed interdipendenti. Cosa vuol dire che non è possibile affrontare una parte di un sistema complesso con un approccio analitico occorre comprendere ed affrontare l’insieme, cioè l’intero? Perché ogni parte è interconnessa e i sistemi complessi sono una continua riorganizzazione di sé, dove vi sono condizionamenti reciproci e continui attenzione. Questo mi sento di, come dire, focalizzarlo nei sistemi complessi, dove vivono le persone, il focus si sposta sulla centralità delle relazioni. Sono le relazioni che fanno la differenza. Quanto più il sistema è complesso, tanto più la relazione può e deve fare la diferenza. Allora, riguardo le imprese, come affrontare questo futuro, se siamo di fronte a questo, a questa situazione di complessità? Qui prendo quello che ci viene suggerito da diversi studiosi. Imparare a studiarlo questo futuro per prevenire e prepararsi per tempo ai cambiamenti. Chi si prepara ai cambiamenti sarà in grado di gestirli e non di subirà attenzione. C’è anche chi sostiene che proprio perché siamo in un periodo di complessità, il futuro non si può prevedere. E vi porto anche questa versione. Imparare ad adattarsi, far diventare normale il cambiamento e quindi diventare flessibili e resilienti, cioè diventare antifragile. Come indica al nascita che l’autore del libero antifragile che vedete a sinistra rivedere i modelli, organizzativi di business, cioè avere organizzazioni agili, bacino, burocratiche, anticipare, bisogni aspettative quindi innovando, prodotti, servizi, processi, organizzazioni, rivedere gli stili di leadership, ma soprattutto il Mindset, cioè l’approccio. Poi proverò a spiegarlo un po meglio, a spiegare cosa intendo per Mindset a prendere in continuo, quindi non più un diploma, una una laurea, scusate, una tal, ma studio tutta la vita e aspetto importante imparare ad apprendere dall’errore, cioè fare diventare l’errore un’occasione di apprendimento. Molti studiosi vedono nell’errore la vera come dire possibilità di imparare di apprendere. Ma va analizzato, paradossalmente qualcuno suggerisce di esercitarsi a fare errori. Se poi guardiamo la storia dei nostri imprenditori del nordest, insomma, senza andare tanto a ricercare gli studiosi, probabilmente dei piccoli grandi insegnamenti li avremo altro aspetto fondamentale imparare a fare squadra e fare rete a tutti i livelli. Perché? Perché in un mondo complesso e incerto da soli non si va da nessuna parte. Ma allora qui arriva se mi consentite un po la piccola provocazione nelle nostre imprese è possibile affrontare questo futuro incerto senza il coinvolgimento diretto dei collaboratori, cioè delle persone che lavorano con noi, che contribuiscono, se vogliamo, al successo personale, collettivo al benessere della comunità, cioè quale consapevolezza si rende necessario? A mio avviso, è necessario rivedere il il Mindset, cioè l’approccio, le risorse umane, l’approccio al lavoro, l’approccio o le persone che lavorano con noi. Se le risorse scarseggiano, dobbiamo valorizzare al massimo quelle che abbiamo. Quindi riuscire a tirar fuori il meglio da ogni persona per i risultati della nostra organizzazione e per il benessere interno. Se abbiamo collaboratori in azienda, probabilmente è utile creare condizioni che permettano loro di esprimere soluzioni e proposte. Altrimenti abbiamo 1 spreco. E oggi questo spreco. Se queste sono le condizioni, non ce lo possiamo più permettere. È opportuno individuare e valorizzare i talenti delle persone. Ogni persona ha talenti propri. È necessario formare i collaboratori partendo dalle competenze trasversali necessarie ad affogare un futu complesso. Quindi comunicazione, intelligenza emotiva, lavoro Di Squadra creatività Flessibilità Resilienza bisogna in qualche modo allenare i collaboratori a diventare flessibili creativi innovativi cioè, non possiamo avere organizzazioni con queste caratteristiche, se non sono tali le persone che ne fanno parte. Di fatto bisogna allenare i collaboratori a lavorare in squadra, imparare noi stessi a lavorare in squadra, tutti a lavora di squadra perché la complessità si affronta volendo i saperi. In definitiva, la mia considerazione è questa in epoca d’incertezza e complessità occorre una leadership che sviluppa i collaboratori tra loro in una logica Wimmer 1 sfruttamento ma di Vincita contemporanea allora provo a prefigurare delle possibili caratteristiche di un leader, anche qui, senza pretesa di istituticità che sviluppa le persone. È un leader che si prende cura, dedica attenzione che si tratti di un collega, di un collaboratore, di un cliente questo spirito non è relegato ai piani alti dell’organizzazione, ma è diffuso a tutti i livelli. Qui stiamo parlando di un acambiovisione organizzativa. Seaworth di coinvolgere il team in tale visione, presta attenzione e cura le relazioni con i collaboratori al clima interno. I risultati ottenuti dall’organizzazione sono potenza di questa relazione, di questo sulle relazioni. Tanto più c’è velocità rapidità di risposta complessità, tanto più le relazioni fanno la differenza. Questo nonostante i grandi vantaggi ottenibili dalla digitalizzazione attenzione, sembra un paradosso. Non lo è affatto restaresponsabilizzazione dei collaboratori, perché attraverso esse le persone migliorano e da esse ne conseguono risultati migliori per tutta l’organizzazione. Allora se in complessità, in epoca di complessità dobbiamo sviluppare le persone come facciamo? Ma innanzitutto partirei da una considerazione personale nel mio percorso professionale, come coce, ho seguito in circa una cinquantina tra imprenditori professionisti professionalità di vario tipo, di vari settori. Se c’è una caratteristica comune che riscontro, è quella di una certa rassegnazione. Quando si affronta il tema della relazione e della gestione dei collaboratori, l’approccio ch noto iniziale è sempre quello un pochino rassegnato. Se vengono da me, hanno voglia di migliorare, ma la sensazione che emerge è non ce la farò. Mi rassegno, è così ecco. Questo è un cambio di mais necessario perché le storie reali sul campo di apprendimento e miglioramento, dicono esattamente il contrario, che si possono ottenere straordinari risultati. Bisogna approcciare il problema è anche un modo diverso e forse anche avere un po più fiducia in sé stessi, nelle proprie capacità, che spesso sono veramente notevoli. Allora alcuni possibili suggerimenti frutto della mia esperienza, senza pretesa di valenza assoluta un. Il primo suggerimento è personalizzazione assoluta vestito su misura ogni realtà organizzativa un mondo a se non si possono applicare modelli per costituire, per rescindere occorre analizzare e adottare un vestito su misura conoscenza del Contesto quindi è indispensabile conoscere bene e analizzare bene il contesto di partenza. La cultura organizzativa, la mentalità aziendale, lo stile di leadership, le motivazioni e gli obiettivi ogni organizzazione, come comunità di persone è una realtà a sé e va considerata in maniera mirata. Può essere utile partire da un analisi di benessere organizzativo quindi effettuare un’analisi oggettiva imparziale, coinvolgendo il personale, dar vita a progetti compartecipati quindi coinvolgere fin da subito le persone motivarle e sostenerle e responsabilizzarle attenzione poi a strumenti e tempistiche ammirate quindi gli strumenti sono diversi. Abbiamo il coaching, la formazione esperienziale, la cili tazione, la consulenza, l’approccio agile e via discorrendo aspetto principale si deve partire dal leader, quindi un’analisi in iniziale seguita da un percorso mirato di cambiamento e miglioramento vado verso la chiusura da dove iniziare un percorso di conversione dello stile di leadership? Quali azioni mettere in atto per avere un’organizzazione che valorizzi le persone? La sostenibilità, i risultati condivisi dicevo bisogna partire dal mio punto di vista in base alla mia esperienza da leader e tener presente che la scienza qui sì, abbiamo portiamo riferimenti scientifici, ci dice una cosa ben precisa che la performance umana è come un iceberg. Abbiamo una parte emersa che si vede e una parte sommersa che non si vede l’insieme di competenze, conoscenze tecniche comportamenti, fanno il 10 20% del nostro successo, sono importanti, ma non str. La differenza viene fatta con la parte diciamo che non si vede, che è autoconsapevolezza autoregolazione, motivazione, empatia, abilità, relazionale, sistema una valoriale bene le prime 5 componenti sono componenti fondamentali dell’intelligenza motiva assolutamente necessaria nella relazione. Se il focus è la relazione allora da dove partire per un possibile miglioramento questa è una proposta ovviamente del tutto personale ci sono colleghi bravissimi che lavorano su ambiti diversi, frutto della mia esperienza sicuramente una possibilità è rappresentata da coce individuale per migliorare la gestione dei collaboratori e convertire il proprio stile di leadership facendo magari anche un lavoro specifico sul miglioramento, per potente motivo o sulla gestione delle emozioni che ci condiziona tantissimo nei rapporti interpersonali si può ovviamente anche lavorare con la formazione esperienziale quindi nell’adottare un approccio da coach nella gestione dei collaboratori e un approccio di leader al servizio, si può lavorare con il P, il team coaching, se dobbiamo gestire delle squadre di collaboratori e poi ci possono essere altri interventi su misura in base alle esigenze quindi anche interventi sul modello organizzativo e qui ovviamente le applicazioni in ambito consulenziale sono veramente notevoli e oggi giorno consentitemi non si può dire più che non ci sono possibilità, ci sono possibilità, bisogna ovviamente volerlo allora concludo con questa riflessione la storia della razza umana è la storia di uomini e donne che si sottovalutano mi sento di dire questo perché portiamo anche un po’ di fiducia e di positività. Si possono dar vita a dei percorsi straordinari di cambiamento dove si va a migliorare, sia come leader e però consentitemi anche negli equilibri di vita perché poi alcuni apprendimenti restano e servono non solo per il lavoro ma anche per la vita privata

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